Napoli Post-Covid

Sono passati quasi tre mesi dall’ultima volta che sono stato al centro storico di Napoli. Ieri mi è venuta voglia di scendere a Napoli, perciò ho deciso di rispolverare la mia fedele vespa del 1984 che è partita al primo colpo e via fino a Piazza Dante. La prima cosa che ho notato appena arrivato è stata la mancanza di turisti, e devo dire che quella si avverte molto, ho ritrovato una Napoli più tranquilla e meno caotica.

A Port’Alba le librerie aperte erano popolate soltanto dai proprietari dei negozi, nessuno che frugava tra i libri delle bancarelle. La gente che attraversava la storica via della cultura lo faceva solo di passaggio.

Salendo, le poche persone in giro attirano la mia attenzione.

Passando per Via S.Sebastiano, solitamente affollata da ragazzi e musicisti davanti ai negozi di strumenti musicali, non c’è nessuno, anzi parecchi negozi sono chiusi, ne restano aperti solo alcuni. Visto che è da un pò che non lo vedo, decido di passare a salutare Diego, un mio caro amico che ha lo studio proprio lí vicino.

E’ stato bello rivederlo dopo tanto tempo, ci siamo raccontati un pò di cose e poi ho proseguito il mio giro verso S.Gregorio. Anche qui, solitamente per attraversare quella zona ci metti una vita, i turisti solitamente affollano quelle stradine a tal punto da rallentare la camminata. Ieri c’era solo qualche negoziante che riponeva gli articoli prima della chiusura della bottega.

Salendo in Via dei Tribunali la situazione non cambia, nessun turista, pizzerie vuote, negozi chiusi.

Passo davanti al Pulcinella del Vico Del Fico al Purgatorio, è la prima volta che lo vedo lì tutto solo, nessuna fila di turisti in coda per fare la foto ricordo.

Passeggio verso il Conservatorio ed incontro un uomo di colore che canta un Gospel, lo osservo per cercare di capire se fosse un artista di strada o un predicatore, poi alle sue spalle scorgo una foto di George Floyd (divenuto in questi giorni il simbolo del razzismo contro i neri), allora ho capito che lui era lì come una voce che grida nel deserto, una voce che grida giustizia, la voce di tanti. Allora decido di restare ancora un pò lì ad ascoltarlo, mi avvicino per dargli qualche moneta ma lui non l’accetta, come a dire “non sono qui per i soldi ma per dire qualcosa”. Resto molto colpito dal suo gesto, poi lo guardo e gli sorrido facendogli sentire tutta la mia stima e affetto.

Si è fatta ora di rientrare, riprendo la mia vespa parcheggiata a Piazza Dante e prima di mettere in moto, lì davanti a me, un gruppo di vecchi amici, proprio nel cuore della piazza, giocano a carte, come a volersi riprendere quello spazio che gli è stato tolto.

Torno a casa, e mentre sfreccio tra le strade della mia città penso e ripenso a quello che ho visto, una città che prova a riprendersi la sua normalità ma che non può fare a meno di fare i conti con i mille problemi che questo periodo ha portato con sè. Ho visto Napoli, ho visto i napoletani di Napoli, gente che nonostante tutto cerca di riappropiarsi di una normalità che non c’è più. Ho visto Napoli, e ho visto che nonostante tutto è di una bellezza disarmante, ho visto Napoli…spero solo di non morire ora.

P.S. foto scattate con la mia fedele Leica M9 + Summicron 35 f2

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