Leica M9
Finalmente dopo un po’ di tempo dall’acquisto della mia Leica M9 riesco a trovare il tempo per scrivere una breve recensione.
Era da tempo che desideravo scattare con una Leica M.
Anche se avevo già esperienza con il sistema a telemetro con la mia Nikon a pellicola, devo dire che l’approccio iniziale con la M9 non è stato del tutto semplice.
La M9 è l’ultima fotocamera digitale di Leica che è dotata di un sensore CCD Kodak Full frame da 18 Mp.
In pratica l’approccio ad un tipo di fotocamera del genere è completamente diverso da quello che si ha con una reflex digitale.
Qui in pratica si ritorna all’essenza della fotografia, niente automatismi, niente raffiche, nessun autofocus né iso stratosferici.
Con la M9 sono tornato a riflettere prima di scattare.
Lo devo ammettere, quando leggevo sui forum della “esperienza” che ti offre una Leica ero diffidente e pensavo fossero pensieri da feticisti del marchio.
Ora sono qui a scrivere le stesse cose.
Saltando le specifiche tecniche vorrei descrivervi le mie sensazioni dalle prime ore con Leica M9 fino ad oggi.
All’inizio la difficoltà più grande è stata quella di portare a casa un numero decente di scatti a fuoco.
Devo dire che mi è tornato utile il vecchio insegnamento di mio padre sull’uso dell’iperfocale.
Dopo qualche uscita fotografica per strada ho iniziato a prendere confidenza con il telemetro e con le funzioni della macchina (in realtà pochissime, giusto l’essenziale).
Paradossalmente il sistema di messa a fuoco a telemetro mi risulta più efficace del sistema AF delle reflex, specialmente nella street photography.
Insieme alla M9 ho acquistato un meraviglioso Leica Leitz 35mm Summicron f.2 made in Canada.
La focale 35mm è la mia preferita.
Da premettere che sono stato anche un utilizzatore del marchio Fuji, in particolare della mirrorless x-pro1 e del 35mm f1.4 Fujinon (gran bella lente) e attualmente di Nikon FF con tutto il parco ottiche fisse f1.4, ma quando ho visto i file della M9 con il Summicron, ho visto la differenza che questa lente ha rispetto a tutte le altre che ho utilizzato.
In particolare ho apprezzato i jpg specialmente in B&W.
Il Summicron ha personalità da vendere, una nitidezza sorprendente e un nonsoché di magico.
Se da un lato i file sfornati dalla Leica, specialmente i jpg B&W mi facevano sognare, dall’altro lato, la macchina risultava molto lenta, per non parlare dello schermo ridicolo se paragonato a quelli delle moderne reflex o mirrorless, tanto da farmi pensare che un utilizzo professionale fosse da escludere, relegando l’uso di questo gioiello al solo uso personale o per progetti di lungo periodo.
Questa idea però non mi piaceva, guardando la magia degli scatti pensavo a come sarebbe stato bello poter arricchire di questa magia anche i reportage che mi venivano commissionati dai clienti.
Inizialmente ho dovuto sudare molto prima di raggiungere un buon grado di padronanza dello strumento, infatti sono state parecchie le uscite fotografiche finalizzate ad affinare la tecnica di scatto con la M9.
Poi finalmente si presenta l’occasione di poterla affiancare alla mia Nikon in un lavoro commissionatomi in Olanda.
Scattare un reportage di matrimonio con una Leica è stata una esperienza unica e devo dire stimolante.
Probabilmente non era ancora pronto ad affidarmi esclusivamente alla M9, per paura di perdere l’attimo giusto o per la lentezza del buffering, ma spero di affiancare in futuro un’altro corpo Leica, magari la M240 che risulta essere più veloce e fare il passaggio definitivo a Leica.
Se stai pensando di scattare con un telemetro, ma non sei ancora pronto a cambiare totalmente il tuo approccio alla fotografia, probabilmente faresti bene ad abbandonare l’idea.
Effettivamente se non si è spinti da una forte forza di volontà e di pazienza, si rischia di desistere, sopratutto per chi è abituato con le reflex.
Ma vi assicuro che superato l’ostacolo iniziale, c’è tutto da guadagnare, in termini di creatività e di sensibilità.
Di seguito una serie di scatti realizzati con la mia M9.
Tutte le foto sono in JPG B&W che sforna direttamente la Leica M9 senza alcuna post-produzione.
“Less is more”





































































